29 novembre: ferma il delirio!

Premessa: Nelle ultime settimane ho avuto due discussioni con due persone a causa del mio sito. Una non era contenta che un utente ticinese gli ha aggiunto un link su di una pagina in italiano, la seconda semplicemente rubava le immagini del sito ed il traffico Internet.
Che cosa ha questo a vedere con la votazione a proposito dell’interdizione dei minareti? A prima vista proprio un bel niente. Ma, c’è un ma.

Queste due persone mi hanno fatto presente a diverse riprese che il mio modo di discutere (cioè dire le cose come stanno in modo diretto ed esplicito) non è consono allo stile di vita svizzero (tutte balle in realtà, almeno in Svizzera francese e qui nei Grigioni ed in generale la maggior parte degli Svizzeri che conosco, tutti si esprimono molto apertamente), che il mio modo di agire non è Svizzero, che il mio Inglese non suona come “Swiss English” (questa a dire il vero è la più bella che ho sentito da anni…voi lo conoscete il Swiss English? io conosco solo American English, British English, International English, etc.), che il mio tedesco non è fluente (questo detto da qualcuno che pur essendo Svizzero ed avendo frequentato le scuole qui, non sa né l’italiano né il francese – lingue officiali nazionali, non esiste nessun obbligo di sapere il tedesco – a qualcuno che in modo autodidatta – visto che le scuole le ha fatte in Italia – parla 6 lingue).

Dopo tutto ciò, i tutti i miei campanelli d’allarme hanno cominciato a suonare. C’è aria di razzismo che gira. Cosa succede? Intorno – su Internet – c’è una forte agitazione. Qui, in villaggio, no, siamo un villaggio troppo internazionale ed al tempo stesso troppo isolato dal resto del Paese per intendere di tali deliri.

Una breve riflessione e qualche lettura mi portano alla conclusione che l’agitazione proviene dalla prossima votazione proposta da un partito di estrema destra – l’UDC – che propone di interdire la costruzione dei minareti.

Perché l’iniziativa di proibire la costruzione dei minareti è un delirio, soprattutto qui in Svizzera?

Questa iniziativa, se approvata, al posto di risolvere dei problemi, ne scatena moltissimi. È per questo che tutti, a mio avviso, anche coloro che sono “allergici” in generale alle religioni oppure coloro che sono “allergici” all’Islam, debbono mobilitarsi contro questa iniziativa e garantire la libertà religiosa di tutti, mussulmani inclusi. Oggi è questione di libertà religiosa, domani, se lasciamo passare questa iniziativa, le nostre altre libertà saranno messe in pericolo.

Esaminiamo la situazione minareti in Svizzera.

In Svizzera ci sono in tutto 4 minareti, la popolazione mussulmana rappresenta il 4% della popolazione ed è in media ben integrata. I problemi dei Paesi vicini sono inesistenti e la convivenza è per il momento pacifica.

L’approvazione dell’iniziativa contro i minareti, invece di risolvere un problema (tra l’altro inesistente), ne apre tanti altri.

Dato il modo in cui la campagna è condotta dal partito promotore, tutti gli stranieri e non solo i mussulmani si sentono aggrediti da questa iniziativa. E con essi anche una larga fascia della popolazione del tutto autocnona che si sente imbarazzata da tali uscite – diciamolo apertamente – di stampo nazista.

Durante questa campagna diverse informazioni diffamatorie sono state diffuse.
I sostenitori dell’iniziativa ritengono che, se i minareti non saranno proibiti, la società sarà immediatamente islamizzata, le donne dovranno vestirsi col burqa ed i muezzin chiameranno alla preghiera dai minareti.
Per prima cosa, una così esigua comunità islamica non può islamizzare la Svizzera dall’oggi al domani giusto con la costruzione dei minareti. Tra l’altro 4 minareti sono già presenti in Svizzera e niente di grave è sucesso in seguito a ciò.
Il discorso sul burqa è in sè molto fazioso. La proibizione dei minareti non interdirà il burqa, quindi non confondiamo le idee. A leggere la propaganda dei promotori dell’iniziativa sembra che quest’ultima sia una votazione contro il burqa e non contro i minareti. Tra l’altro a dirla tutta, il burqa in Svizzera non lo si vede che molto molto raramente e non è indossato dalla popolazione mussulmana residente nel Paese, che proviena da nazioni dove non si usa il burqa. Ciò che si vede spesso è il foulard – noto con il nome di hijab. Poichè in Svizzera la costituzione garantisce la libertà di mostrare la propria fede con simboli esterni, non capisco perché le donne mussulmane che lo desiderano non debbano essere libere di portare il foulard. E poi, me lo spiegate come distinguere l’hijab da un banale foulard?
Per quanto riguarda i muezzin, questa è pura bugia. Il muezzin non è permesso e nessuno farà mai un appello alla preghiera a partire da nessun minareto in Svizzera. I sostenitori dell’iniziativa hanno realizzato un falso appello alla preghiera a Ginevra e per questa ragione hanno ricevuto una denuncia da parte della comunità mussulmana e del partito liberale.

Anche l’argomento della reciprocità, che accusa i Paesi mussulmani di non permettere le chiese, non regge: in moltissimi Paesi mussulmani ci sono bellissime chiese (per esempio, in Siria, Iran, ecc) e solo in pochi Paesi teocratici e totalitari quest’ultime sono proibite. Vogliamo trasformare la Svizzera in un Paese teocratico e liberticida in nome della reciprocità?

Per fortuna tutti i partiti – eccetto naturalmente l’UDC e l’UDF – sono contro questa iniziativa. È comunque importante, a mio avviso, essere in questo momento politicamente attivi e protestare contro questo attentato alla libertà religiosa ed al diritto alla differenza (essere integrati non significa annullare la propria identità – come pretenderebbero i promotori di questa iniziativa -, ma semplicemente conformarsi all’ordinamento giuridico).
È importante che questa iniziativa sia respinta con il massimo di voci possibile.

Per concludere vi lascio il messaggio del presidente della confederazione Hans-Rudolf Merz

Gentili Signore e Signori

In Svizzera vivono persone che professano religioni diverse: cattolica, protestante, musulmana, ebrea, sikh, buddista e altre. Tutti praticano la loro fede in modo pacifico. Chi da solo, chi in comunità negli edifici di culto. La tolleranza religiosa vanta in Svizzera una solida tradizione. Più volte abbiamo dato ospitalità a fuggiaschi di altre religioni. Il nostro Paese garantisce la liber-tà di religione.

Le religioni si rendono visibili con alcuni simboli quali chiese, si-nagoghe, minareti. Per me questi simboli sono espressione del-la nostra società pluralista. La Svizzera è multiculturale e aper-ta. Da noi tutti devono poter professare attivamente la propria religione. Anche i musulmani. In Svizzera la stragrande maggio-ranza di loro è bene integrata e rispetta le nostre norme di con-vivenza. Molti musulmani sono cittadini svizzeri.

Ho lavorato nei Paesi arabi. Ricordo bene i minareti e i muezzin che chiamavano i credenti alla preghiera. Anche in Svizzera i musulmani devono poter vivere la loro fede con i minareti, an-che se qui non ci sarebbe il richiamo del muezzin. Ricordo an-che l’ospitalità che ho ricevuto nei Paesi arabi. Come straniero in tali Paesi serbo un sentimento di gratitudine. Questa ospitali-tà vorrei riservarla anche ai nostri concittadini musulmani. Tutti possiamo essere ospitali. Non solo tollerando i simboli di altre religioni, ma anche confrontandoci con chi professa altre fedi. In questo senso desidero incoraggiarvi non solo a coabitare paci-ficamente, ma a condividere esperienze con i vostri vicini e col-leghi di altre religioni. È un incoraggiamento che rivolgo a tutte le persone di tutte le religioni. Vi invito a respingere, il prossimo 29 (ventinove) novembre, l’iniziativa parlamentare contro l’edificazione di minareti.

29 novembre: vota contro il razzismo e ferma il delirio!

Su www.libertéreligieuse.ch si trovano in francese tutte le motivazioni di questa scelta di voto, che è soprattutto una scelta in nome della libertà, del diritto alla differenza e della lotta contro i soppressori di tali libertà e diritti.

Se ti viene la tentazione di dire “ma in fondo dei minaretti non me ne frega niente e tanto meno dei burqa/veli/foulard/etc”, ricordati di questa poesia:

Als die Nazis die Kommunisten holten habe ich geschwiegen; Ich war ja kein Kommunist. Als sie die Sozialdemokraten einsperrten,habe ich geschwiegen; ich war ja kein Sozialdemokrat. Als sie die Gewerkschafter holten,habe ich geschwiegen; ich war ja kein Gewerkschafter. Als sie die Juden holten, habe ich geschwiegen, ich war ja kein Jude. Als sie mich holten, gab es keinen mehr, der protestieren konnte.

Quando i nazisti presero i comunisti, sono rimasto in silenzio, non ero un comunista. Quando hanno rinchiuso i socialdemocratici, rimasi in silenzio, non ero un socialdemocratico. Poi vennero per i sindacalisti, non ho parlato, non ero un sindacalista. Poi vennero per gli ebrei, sono rimasto in silenzio, non ero un Ebreo. Quando vennero per me, non c’era più nessuno in grado di protestare.

Martin Niemöller 1892-1984

Analisi più dettagliata, segue nei prossimi giorni.

The Maze of Death

The Maze of Death is a really beautiful book of Philip K. Dick, where sci-fi meets thriller. This book keeps the reader in suspense until a surprising end.

13 people, wanting to change their job, are assigned to a mission on a planet Delmak-0. They won’t know their job until then all of them will have arrived on the planet. All must arrive aboard of a noser, a space-ship able to do only one-way trips. When finally they start to hear the recordered message containing the instructions for their mission, the connection is interrupted and the message deleted. Things are organized in such a way that they have no way to establish any other connection. Strange things start to happen on this strange planet, including a lot of unexplicated murders. People starts to inquire…and they will find out something you don’t expect.

Zina in action

Zina in action

Zina in action

Waiting the train

RhB Susch

RhB Susch

La caccia

La caccia alta è finita. Ecco un piccolo video dedicato una delle più giovani cacciatrici grigionesi (Nei Grigioni abbiamo ben 5′000 cacciatori, di cui 125 donne):

La stgargiada d’alp

Una parte delle mucche dell’alpaggio comunale sono scese  e rientrate in villaggio.

L'arrivo in villaggio

L'arrivo in villaggio

Migration to nginx completed

The migration to nginx is finally done. My flash-upload works pretty well, much better than the previous Java-applet. I’m proud of it. The site runs now on two identical servers, each one is running nginx. One of the two serves php and mysql, the other one serves just static files and images. Nginx is very powerful and the website speed up remarkably.

Flash Upload Feature

Migration to nginx continues. Stani is configuring the server. I’m developping the new file-upload feature with haxe and javascript. Flash is a very nice language and I’m having fun. but still have a lot of work before it will be ready.

Bündner Staiböcke

…Bünder Steinböcke… Just found on youtube, it’s really funny

An ibex from Zurich try to learn the Swiss-Dutch of Grisons

Zürcher Steinbock versucht Bündnerdeutsch zu sprechen

An ibex from Grisons speaks in Retoromanch and  one from Zurich “translates” in his Dutch.

Ein Bündner Steinbock spricht auf Romanisch und ein Zürcher Steinbock übersetzt in Zürcher-Deutsch