Tuorta da nusch II
Infine ieri sera mi sono decisa ed ho preparato la mia prima tuorta da nusch fatta in casa. Risultato squisito:

Tuorta da nusch
Il sermone
Molto volte ho già promesso di raccontare un po’ del campanile del mio villaggio e di come esso scandisca la nostra vita quotidiana. Ebbene, vi devo deludere un’altra volta: non lo farò in questo post. In questo post vi parlerò della famiglia e di come quest’ultima sia vista dalla comunità cristiana locale.
È passato molto tempo da quando ho messo piede l’ultima volta in una chiesa (era Natale il primo anno che abitavo qui), ma – colpa o merito del campanile – domenica 26 aprile ho sentito il bisogno di partecipare al culto divino.
La prima cosa, che stupisce un italiano entrando nella chiesa qui in Engiadina, è l’assenza totale di decorazioni e paramenti di alcun tipo. Niente oro, niente ricami, solo delle sedie di legno (perfino non tanto comode perché nel passato la gente qui era di taglia molto piccola ed oggi ci si entra un po’ a fatica), qualche candela, un piccolo affresco con la data di costruzione ed il simbolo araldico del villaggio, il pulpito (anch’esso di legno) a partire dal quale la reverenda (Si, state leggendo giusto, non c’è un errore di battitura) fa il sermone. Non ci sono statue, non ci sono croci, non si celebrano messe (però quando è morto un vecchio del villaggio ed ha chiesto la messa a requiem di Mozart, è venuto un gruppo intero di musicisti – facilissimi a trovare qui, è il principale hobby della popolazione – e l’hanno suonata).
Ebbene domenica 26 aprile si parlava in codesta chiesa, di lunghissima tradizione protestante, una delle prime comunità riformate della Svizzera (Scuol aderì alla riforma immediatamente e la comunità cattolica si limita al villaggio di Tarasp – dove si trova il castello dei signori dell’epoca – ed a Samnaun che fu ceduto dal suddetto principe al Tirolo per evitare che la riforma arrivasse anche lì), beh dicevo, si parlava della della famiglia.
La famiglia non è mai stata una cosa semplice, ha detto la reverenda. Nella famiglia ci sono sempre stati un sacco di problemi, soprattutto nel passato, forse adesso, grazie alle nostre leggi, le cose vanno perfino un po’ meglio (la posizione mi pare opposta a quella del Vaticano, ma non ho voglia di fare polemiche qui in questo post, le conclusioni ve le lascio trarre da soli…)
Allora, come dicevo, la famiglia non è mai stata una cosa semplice. Prendiamo per esempio, fratelli e sorelle: raramente essi si comportanto in modo veramente fraterno, in molti casi, ci sono gelosie verso il fratello/la sorella più bello/a, più amato dai genitori oppure più dotato in qualche attività; talvolta esiste anche la pecora nera della famiglia, il figlio che è sempre considerato incapace e che fa tutto sbagliato; poi, ci sono le discussioni di eredità, ecc. ecc. Insomma, nella pratica troppo spesso i fratelli e le sorelle sono lontani dall’amore fraterno ed i genitori sono lontani dall’essere imparziali rispetto ai loro figli. La Bibbia ed il Vangelo ci presentano anch’essi molti casi di fratelli conflittuali.
Se osserviamo la famiglia all’interno della società, ci rendiamo subito conto come quest’ultima eserciti ed abbia sempre esercitato una forte pressione sulla prima. Un esempio tipico di tali comportamenti sono i matrimoni combinati. Ancora oggi, la famiglia è sotto grande pressione sociale e, come sempre, è la donna a pagare il prezzo più alto di tale pressione. Per gli uomini è sempre stato più semplice. La donna, invece, è facilmente oggetto di critiche: se decide di non avere figli e dedicarsi al lavoro, se rientra al lavoro troppo presto dopo il parto perché essa è una cattiva madre, se decide di non lavorare per avere molti bambini perché essa non è sufficientemente emancipata, se fa un solo figlio perché ne ha fatto uno solo, insomma, la donna è sempre criticata. Nota dolente di questa storia, è che molto spesso la donna è criticata da altre donne. Di qui, nasce un invito a tutte le donne (ed anche a tutti gli uomini) a non giudicare le scelte altrui. La vita è già complicata, le scelte relative alla famiglia (figli, matrimonio, divorzio, lavoro, ecc.) non sono semplici, cerchiamo di non complicarla più del necessario.
Insomma, questo è il succo del – a mio avviso – saggio sermone accompagnato dalla lettura della parabola del figliol prodigo e dal racconto biblico della vita di due sorelle sposate ad un unico uomo Jacob. Questo è anche il succo della mentalità della popolazione di queste montagne: la vita non è semplice, cerchiamo di non complicarla più del necessario. Sarà forse per questo che le nostre scuole sono piene di bambini, che le donne fanno spesso 3-4 figli (e anche con più di un marito) e che nessuno ti guarda strano oppure ti fa domande sconvenienti, se di figli non ne hai.
Varie di inizio maggio
Corna di cervo
Come ogni primavera i cervi cambiano le corna. Stamani la nostra Zina ne ha trovate 2 nei campi…che gioia. Già qualche anno fa avevamo trovato un corno, ma solo uno. Trovarne una coppia è stata una grande gioia. Subito un cacciatore locale che passava di là in macchina si è fermato per complimentarsi. Adesso vedremo di appenderle qualche parte nella casa.
Puledro
In una fattoria del villaggio è nato un puledro…Bellissimo …

Non è ancora facile alzarsi

Accanto alla mamma

Il fratello di circa un anno e mezzo

Sempre accanto a mamma...e pensando di bere un po' di latte

Infine mission accomplished

Ed ora un po' di tenerezza
Lex ed il mio zaino
Oggi ci accingiamo a fare una passeggiata fotografica nei campi, quando il nostro amico a quattro zampe Lex viene a salutare la nostra Zina.
Come d’abitudine, di fronte alla bellezza canina, non resisto e sento il bisogno di fare qualche scatto. Allora prendo la macchina fotografica dallo zaino e poso quest’ultimo per terra.
Nel frattempo, Zina ha abbaiato su Lex, perché lui come al solito le a sentito l’odore del sedere troppo insistentemente e Lex è venuto verso di me per farsi accarezzare. Lo accarezzo e gli dico di sedersi, così spero che avrò una buona posa per la foto. E lui che fa? Avanza di due passi, alza la zampetta e comincia a far pipì sullo zaino. Per fortuna, ho i riflessi pronti e tolgo lo zaino prima del peggio, cioè ce la caviamo con solo una piccola macchia di pipì e qualche goccia sparsa…Stani non ha capito nulla di quel che succedeva fino all’ultimo momento…
A questo punto non abbiamo potuto fare a meno di ridere come matti…Lo so, a molti una cosa del genere farebbe arrabbiare, ma a noi, onestamente, fa giusto ridere… Beh, andare a far fotografie con lo zaino pisciato non è stato facilissimo, ma così è la vita: piena di avventure.
Tutta la storia mi ha ricordato una pubblicità della assicurazione “La mobiliare”, che diceva “Il mio migliore amico – la sua migliore valigia”. Purtroppo non l’ho trovata online. Ho trovato però qui qualche esempio della serie, che dà una buona idea di come essa era fatta.
Per concludere, una foto di archivio di Lex, visto che, per finire, oggi se l’è data a gambe levate, anzi a zampe levate

Lex, foto di archivio
Ed infine due foto di Zina, al colmo del bonheur, dopo un bagno nel fiume e qualche buco nella terra


A Sewing Machine Dream
Oggi è un giorno fortunato, molto fortunato.
Cominciamo dall’inizio. Una vecchia casa del nostro villaggio è stata venduta in seguito alla morte del proprietario. Il nuovo proprietario ha pensato di fare una piccola ristrutturazione prima di rimettere i due appartamenti in affitto ed insieme a questa ristrutturazione una buona ripulita ai 2 appartamenti, al granaio, al solaio ed alla cantina. Tutto ciò che esce dalla casa, prima di essere messo definitivamente in pattumiera, è messo fuori della casa a disposizione di chi passa GRATUITAMENTE. Il che provoca molta attenzione nel villaggio, tutti cercano qualcosa. Noi in particolare cercavamo qualche attrezzo per l’orto, ma naturalmente non c’era più niente.
Fatto sta però che l’anno scorso cercavamo – Stani particolarmente, visto che io sono completamente incapace di cucire, sia alla mano che a macchina e che lui invece se la cava benissimo al punto da impressionare la vicina, che ci ha lasciato usare la sua – una macchina da cucire, possibilmente vecchia, una di quelle macchine degli anni ‘50-60, robuste e ben costruite. Fatto sta, che non eravamo i soli a cercare una tale macchina, la richiesta su ricardo.ch è enorme e di conseguenza i prezzi estremamente alti.
Oggi, rientrando dalla passeggiata canina, passiamo di nuovo di fronte alla casa in questione senza nemmeno ipotizzare di fermarsi, quando Stani vede una valigia che gli ricorda le valigie delle macchine da scrivere. Riflette sul fatto che oggi una macchina da scrivere non serve più a nessuno e mi domanda di chiedere agli operai se, per caso, c’è una macchina da cucire. L’operaio si gira, mi indica la valigia in questione, quella ipotizzata essere della machina da scrivere, e mi dice “Ma certo, prendila”. Io sono quasi incredula, sollevo la valigia (ben pesante) e la porto a Stani. Apriamo in fretta sulla strada ed effettivamente c’è dentro una macchina da cucire. Un po’ emozionata e contentissima, ringrazio gli operai, che mi dicono che non garantiscono che funzioni, ed andiamo a casa.
Arrivati a casa, ci rendiamo conto che non si tratta di una macchina da cucire qualunque, ma della MACCHINA DA CUCIRE, cioè della Pfaff 360. Essa funziona e la persona, che la possedeva, l’ha trattata benissimo, insomma, tolta la polvere, è ancora come nuova!!!
Speriamo di essere all’altezza di una tale bella macchina, non vediamo l’ora di metterla al lavoro (manca per questo scopo un piccolo pezzo per avvolgere il filo, che domani vedremo di procurarci in un negozio specifico). Chissà se anch’io imparo a cucire.
Per finire, ecco una foto della macchina nella sua nuova casa

Pfaff 360
Rhätische Bus oder PostAuto Zug?
Come tutte le zone di montagna, uno dei principali lavori della zona è quello di riparare strade e ferrovie. Da quando abito qui, non ricordo una sola primavera nella quale la strada cantonale oppure la linea ferroviaria non siano rimaste interrotte a causa di una frana o qualcosa di simile.
Ogni anno la capacità organizzativa di fare fronte all’emergenza si perfeziona in modo, direi, straordinariamente svizzero (siamo in Svizzera, no?)
Oggi siamo arrivati al culmine dell’organizzazione e dell’efficienza.
Tanto per cominciare dall’inizio, a partire dall’anno scorso si è deciso di rifare il tunnel ferroviario della Tasna, che necessita di una ristrutturazione in seguito alla vecchiaia ed ai danni legati alle alluvioni estive di 2 anni fa. Allora, la primavera scorsa i lavori sono cominciati: gli operai lavoravano di notte ed i treni circolavano a velocità ridotta durante la giornata sotto il tunnel. Di tanto in tanto c’era qualche problema, dovuto per esempio al crollo di qualche protezione dei lavori che finiva per ostacolare le rotaie, e sempre un piccolo ritardo di qualche minuto per l’arrivo. Disguidi e ritardi presi dalla sottoscritta e dalla più parte dei viaggiatori con molta filosofia. Una volta, abbiamo perfino profittato del fatto che una protezione di plastica sul ponte dopo la galleria aveva ostruito il passaggio del treno per scendere e continuare a piedi fino a Scuol con una bellissima passeggiata nei campi.
Quest’anno si è deciso di dare una sveltita ai lavori ed anzicché continuare tre anni, finire il tutto in soli 6 mesi, chiudendo completamente il traffico ferroviario fra Scuol ed Ardez. Così Ardez è diventata stazione finale delle RhB ed un “Ersatzt Bus” (autobus sostitutivo) fornito dalla Posta porta i passeggeri fra Scuol ed Ardez.
La notte scorsa una piccola frana ha bloccato la linea ferroviaria e la strada cantonale fra Ardez e Guarda. Malgrado già ci sia un servizio sostitutivo fra Scuol ed Ardez, tutte le connessioni sono state garantite senza nessun ritardo. Arrivati a Scuol per andare a Davos, ci siamo trovati di fronte alla situazione seguente: L’Ersatzt Bus per Ardez si era trasformato in Ersatzt Bus per Lavin, il conduttore sorridente e gentilissimo con tutti (uno dei conduttori più positivi e simpatici di tutto il team) era accompagnato questa volta da un secondo conduttore (anch’esso sorridente e positivo) capace di parlare anche in inglese con i pochi rimasti turisti (ieri c’era stata comunque la partenza di massa); fra Ardez e Guarda – cioè laddove la frana ha avuto luogo – la strada è chiusa al traffico, deviato su di un percorso alternativo, ed aperta solo ai lavoratori che riparano la strada e la ferrovia ed all’autobus sostitutivo, che in questo modo ha potuto approffittare dell’assenza di traffico; il personale delle stazioni accompagna gli eventuali dispersi fino alle “stazioni” improvvisate sulla strada cantonale, dove il “bus/treno” si ferma.
A metà viaggio, in occasione di una sosta, i passeggeri stranieri si sono alzati ed hanno applaudito.
A Lavin un treno ci attendeva per portarci attraverso il tunnel del Vereina fino a Kloster. A Kloster avevamo solo qualche minuto di ritardo ed il treno per Davos ci ha aspettatto. Siamo arrivati a Davos in perfetto orario.
Il ritorno si è svolto con la stessa modalità, anzi perfino meglio del viaggio di andata, perché nel frattempo la Posta ha inviato un buon confortabile bus di turismo giallo al posto dell’autobus banale di linea.
Insomma, il PostAuto Zug è stato inventato oggi e per essere un mezzo di trasporto di emergenza se la cava niente male. Domani comunque dovrebbe già andare in pensione.
Terremoto Abruzzo 2009
Lunedì mattina mi alzo ed apro come d’abitudine i quotidiani online. Con ancora gli occhi mezzi chiusi dal sonno, vedo la fotografia della bella piazza dell’Aquila, dove io avevo passato uno dei Capodanni più belli della mia vita in compagnia dei miei compagni di università, completamente distrutta. Non ho avuto bisogno di leggere per capire cosa era successo.
Immediatamente mi sono ricordata dell’articolo a proposito del ricercatore che aveva preannunciato il terremoto una settimana prima ed a causa di ciò, pover uomo, si era preso una denuncia, a mio modesto avviso, completamente ingiusta ed immotivata. Magari l’avessero ascoltato. Ironia della sorte l’articolo a proposito era uscito il primo aprile.
Ricordandomi del ricercatore ho provato un grande senso di rabbia per come tutto l’ambiente della ricerca in Italia soffra di ingiustizie e di come, gente in gamba, come Giuliani, finisca per essere trattato di pazzo, al posto di essere sostenuto finanziariamente e moralmente. La mia rabbia era destinata a montare nelle ore successive leggendo sul web della storia di Giuliani, della sua teoria, dei ricercatori tedeschi che ne sminuevano un po’ il valore sostenendo che sia meglio avere le case anti-sismiche (cosa verissima, è bene nelle regioni sismiche avere case anti-sismiche, ma se queste non ci sono ancora completamente, allora anche le previsioni sono importantissime; eppoi, lo scienziato ricerca punto e basta anche se fosse inutile; ed infine, chi garantisce che le case anti-sismiche tengono a terremoti ancora più grandi?).
La mia rabbia era destinata a montare ancora. Qualche ora dopo, vengo a scoprire che molti edifici che in teoria erano anti-sismici non lo erano in realtà affatto. Insomma, la solita storia, i soliti imbrogli. Mi chiedo: oggi, le persone che hanno ingannato la gente ed incassato i soldi che sarebbero serviti a costruire a dovere, come possono dormire tranquilli, con quei morti sulle coscienze?
Con quale coraggio il capo della protezione civile rassicurava la popolazione, dicendo che non c’era alcun rischio? Non è un po’ un assurdo dire che non c’era nessun rischio e poi affermare nella stessa conversazione che i terremoti non si possono prevedere? Non sarebbe stato meglio avvertire la popolazione di questo allarme di Giuliani? Quanti morti si sarebbero risparmiati se la gente fosse fuggita alle prime scosse, domenica sera, senza attendere la fatidica scossa della notte?
Si è perfino accusato Giuliani di non essere stato abbastanza preciso: si è sbagliato di una settimana e di 60Km, a me sembra un risultato scientifico sensazionale, tenendo conto delle condizioni ostili nelle quali ha dovuto lavorare per costruire i suoi rudimentali misuratori di concentrazione di Radon, i soli misuratori di Radon che esistono al mondo! Lui si era “sbagliato” di una settimana, gli altri avevano detto che non c’era alcun periocolo.
Sono tre notti che nei sogni vedo il terremoto, non è comunque niente rispetto a chi è là nella regione del terremoto. Spero che nel futuro Giuliani ed altri geofisici possano continuare le ricerche sul Radon ed essere rispettati, spero che nel futuro si costruiscano vere case anti-sismiche per tutti…nel frattempo ho inviato il mio piccolo contributo per aiutare la popolazione, sperando che loro arrivi sul serio e non finisca in qualche buco nero durante il viaggio.
Prümavaira
Prümavaria, primavera, Frühling oppure Frühjahr, printemps, spring ecco le parole per indicare la primavera. Si direbbe che essa forse infine è arrivata.

Primissimi crocus sbocciano con ancora la neve accanto

Primissimi crocus sbocciano con ancora la neve accanto

Ardez
Non è escluso che nevicherà ancora, sebbene senza lasciare tracce. Come ogni anno, infatti, in questi giorni si puliscono le strade dalla ghiaia anti-scivolo in previsione della festa della Confirmazione (questa domenica) e della Pasqua. E come ogni anno di conseguenza dovrebbe nevicare subito dopo la fine di tali pulizie. Sennò non si scivola più fino all’autunno prossimo…
Quest’anno infine l’inverno è stato quello che qui definiscono “normale”. Io non avevo ancora visto un inverno normale, cioè freddo e con molta neve. Chissà come sarà l’estate?
Capuccino
Come preparare un capuccino come al bar, senza dover ricorrere a costose macchine per il caffè? Per lungo tempo ci siamo posti la domanda. Il vero problema non è preparare l’espresso per il quale una buona moka è più che sufficiente, ma fare la schiuma del latte. Esistono degli apparecchi appositi per la schiuma, ma anche essi si rivelano alquanto costosi, per l’utilizzazione limitata che hanno. Studiandone il funzionamento, Stani ha avuto un’idea geniale, quella di scaldare il latet in un pentolino e poi di batterlo con un banale frullatore! Il risultato è impeccabile, capuccino come al bar (anzi per chi abita all’estero, meglio che al bar!)
Clicca qui per vedere la sequenza fotografica della preparazione